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Il risparmio energetico nell'illuminazione: dalla scelta della sorgente luminosa alla concezione dell'apparecchio, alla realizzazione del progetto illuminotecnico

L'illuminazione offre una delle opportunità più interessanti e semplici per ridurre i costi energetici. Bisogna considerare infatti che l'illuminazione è responsabile del 19% di tutta l'elettricità consumata al mondo e che sostituendo sistemi inefficienti con alternative eco-compatibili si possono ottenere effetti immediati in termini di risparmio energetico, riduzione di emissioni di CO2 e rispetto dell'ambiente, migliorando nel contempo la qualità della luce.
Con questi presupposti, il tema del risparmio energetico è considerato sempre più importante da produttori e progettisti di apparecchi di illuminazione, ed ha portato in questi ultimi anni a profonde trasformazioni nell'industria illuminotecnica e nel settore del lighting design.
Abbiamo approfondito il tema ponendo alcune domande alle aziende più rappresentative del settore illuminotecnico - Artemide, IGuzzini, Philips, Waldmann e Zumtobel - e al presidente di APIL (Associazione Professionisti di Illuminazione).



Indice:

La scelta della sorgente luminosa

Per garantire il risparmio energetico quali sono le sorgenti luminose maggiormente utilizzate?


Piergiovanni Ceregioli, Research Center & Communications Director
IGUZZINI

In generale, soprattutto nei grandi spazi dove si vogliono realizzare progetti di illuminazione che garantiscano risparmio energetico e alta qualità visiva, si tende ad utilizzare lampade a scarica
(a ioduri metallici o al sodio), fluorescenti compatte e LED.
L'uso delle sorgenti incandescenti tradizionali e delle lampade alogene sta diminuendo in tutti i settori, per il consumo elevato e per le imposizioni delle direttive europee che hanno messo al bando alcune sorgenti.

E' chiaro che, per individuare la sorgente luminosa più adatta a garantire il risparmio energetico e la qualità visiva, bisogna anche valutare le dimensioni dello spazio da illuminare tenendo presente che tra le varie sorgenti esistono delle differenze in termini di potenza elettrica assorbita e di flusso luminoso emesso. I LED ad esempio, se utilizzati in piccoli spazi quindi in apparecchi di dimensioni contenute, per ora non riescono a garantire gli stessi flussi luminosi delle lampade a ioduri metallici; nel caso di apparecchi per illuminazione stradale, che normalmente hanno dimensioni elevate, è possibile invece ottenere flussi luminosi importanti con i LED predisponendo apparecchi con un alto numero di sorgenti LED che può variare dai 30 agli 80.

Quindi, se sono necessarie potenze luminose molto alte: nei piccoli spazi, ad esempio nei negozi dove in genere si richiedono apparecchi di dimensioni contenute con potenze luminose molto elevate, spesso si scelgono lampade a ioduri metallici, mentre nelle applicazioni che richiedono apparecchi di grandi dimensioni, ad esempio per l'illuminazione stradale e delle facciate degli edifici, sono sempre più privilegiati i LED.


 

 


Ernesto Gismondi, Presidente
ARTEMIDE


Dalla lampadina ad incandescenza, la cui luce emessa è di 16 Lumen per Watt, siamo passati alle fluorescenti che possono emettere fino a 60 Lumen per Watt, poi sono arrivati i LED che emettono fino a 120 Lumen per Watt.
Se si guardano questi numeri nella maggior parte dei casi si scelgono i LED.

Bisogna considerare però che, rispetto alle lampadine, i LED dispongono di un apparato elettronico molto complesso e sofisticato completamente integrato nell'apparecchio, quindi per garantire la migliore resa e il funzionamento corretto, la loro applicazione negli apparecchi è molto difficile e richiede grandi capacità, competenze ed elevati investimenti nella ricerca e innovazione. Non tutti gli apparecchi a LED sono garanzia di qualità.

Sergio Tonfi, responsabile comunicazione
PHILIPS ITALIA


E' sempre più ampia la gamma di lampade a risparmio energetico. Tra quelle che propone Philips vi sono lampade alogene, a LED e fluorescenti compatte (CFL) di alta qualità con il consumo più basso al mondo.
Ciascuna è disponibile in diverse forme e dimensioni per ottenere la stessa qualità della luce emessa dalle sorgenti ad incandescenza.

Rispetto alle lampade tradizionali, le lampade a risparmio energetico consumano meno, producono la stessa intensità luminosa, durano di più e non devono essere sostituite frequentemente. Questo si traduce in maggior rispetto per l'ambiente e maggiori risparmi.

L'eccellenza in questo ambito è rappresentata dalla tecnologia LED, priva di sostanze pericolose e progettata per durare fino a tre volte più a lungo, determinando risparmi ancora maggiori in termini di manutenzione. La bassa emissione di calore riduce inoltre i requisiti di condizionamento dell'aria negli edifici, per un'ulteriore possibilità di risparmio.
Questa tecnologia può essere integrata in un nuovo edificio o facilmente installata a posteriori.

Marco Mizia, Amministratore Delegato
WALDMANN ITALIA


Nell'illuminazione per uffici, ambito in cui siamo specializzati, le sorgenti da adottare per garantire il risparmio energetico devono essere diverse in base al tipo di illuminazione richiesta: diretta o indiretta.
Laddove è necessaria luce diretta, ad esempio in una postazione di lavoro singola dove si usa la classica task light da scrivania, la sorgente luminosa più adatta è il LED ad alta potenza; noi ad esempio in questi casi, utilizzando un LED da 6 Watt, otteniamo lo stesso risultato che si può avere con l'impiego di una lampada fluorescente da 11 watt.
Per l'illuminazione indiretta, invece, le soluzioni più efficienti sono le lampade fluorescenti T5 da 28 o 54 Watt; i LED in questo caso non sono adatti, sia per questione di costi ma anche perché non assicurano il risparmio energetico necessario.

Fino al 40% dell'energia nei palazzi ad uffici (non residenziali) è utilizzato per l'illuminazione. Secondo le ricerche, la quota di luce artificiale nel fabbisogno di energia primaria negli edifici non residenziali si attesta in pratica tra il 20% (best case) e il 40% (worst case). Il potenziale di risparmio perciò è molto superiore a quanto si ritenga generalmente. (Fonte: Waldmann).

Cinzia Ferrara, presidente APIL (Associazione Professionisti di Illuminazione)

Come prima scelta il cliente di solito tende a richiedere i LED, qualsiasi sia l'applicazione, perché sono molto di moda e perché pensa di risparmiare... Molto spesso però poi si accorge che hanno costi eccessivi e spesso ripiega su sorgenti tradizionali.

Comunque per garantire il risparmio energetico ciò che è importante non è tanto la scelta della sorgente, quanto la metodologia di applicazione in un determinato ambito.
Non esiste una sorgente migliore delle altre in termini di risparmio energetico, dipende dal tipo di spazio che si deve illuminare
, museo, negozio, ufficio o altro, e dal modo in cui la sorgente viene impiegata. E' solo attraverso il progetto che si riesce ad identificare la soluzione più vantaggiosa dal punto di vista della gestione, manutenzione e risparmio energetico.

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