2. ILLUMINARE IL CAMPANILE
Il campanile era parte irrinunciabile nelle rappresentazioni del paesaggio urbano ma raramente era rappresentato di notte. Sono assai interessanti le immagini notturne che ne restituiscono la mole illuminata dal basso, dai fuochi fatui durante le feste di carnevale (come nella tela di Caffi) o da migliaia di candele per l'arrivo di un dignitario straniero. Nel primo caso ne risulta appiattito il paramento murario del basamento e scompaiono la cella e l'attico sotto le forti ombre portate, nel secondo la piazza continua verso l'altro in uno sfavillante tappeto di luce.
Il progetto si propone di restituire il campanile alla percezione notturna, illuminandolo sia dall'esterno sia dall'interno, cercando di contestualizzare il più possibile l'effetto visivo, evitando cioè la sua ulteriore estraniazione dal paesaggio notturno marciano.
Il lungo fusto in mattoni viene illuminato con luce portata dai quattro lati perpendicolari ai fronti, una luce che però non è né uniforme sulla superficie né uguale sui lati adiacenti. La luce degrada infatti verso il basso dai due lati più compressi della piazza e verso l'alto dai due lati più aperti, quasi a simulare l'illuminazione portata dalle attività e dalle sorgenti esistenti. La parte alta del campanile è articolata in tre partizioni: la cella campanaria è illuminata dai cornicioni aggettanti,i fregi soprastanti sono illuminati dalla balconata, l'angelo in cima è illuminato dal tetto della Biblioteca Marciana.
Questo sistema costituisce la base permanente mentre in occasioni particolari può essere aggiunta l'illuminazione dell'interno della cella campanaria che è diffusa da un telo montato per l'occasione. Gli apparecchi illuminanti iGuzzini sono a ioduri metallici ed assorbono complessivamente 6KW. Particolare attenzione è stata prestata alla riduzione dell'inquinamento luminoso a termini di legge, infatti sia i fari posizionati all'esterno del campanile sia quelli al suo interno colpiscono quasi esclusivamente la mole del campanile stesso, eccezion fatta per il faro che illumina l'angelo che per poter rimanere acceso dopo l'inaugurazione avrà bisogno di una autorizzazione ad hoc.
I fari sono montati sia su tralicci temporanei, all'interno delle aree del cantiere per il restauro della torre dell'orologio, che su supporti in acciaio inox acidato ammorsati sulle balaustre esistenti, senza intaccare le strutture lapidee della loggetta dì Sansovino e della Biblioteca Marciana. La modalità e la qualità dei materiali degli attacchi dei fari da allestire sulle balaustre sono state studiate assieme alla Sovrintendenza per non compromettere il sistema complesso e prezioso delle balaustre stesse e la monumentalità della piazza.
In occasione dell'inaugurazione è stato predisposto uno spettacolo di luci che valorizzasse l'eccezionalità dell'evento e le possibilità dei nuovi proiettori ColourWoody. Il progetto è stato commissionato dal Comitato per i 900 anni dell'Arsenale composto dalle principali istituzioni cittadine. L'occasione è quella dei festeggiamenti per questo anniversario dove l'illuminazione del campanile viene (parzialmente) inaugurata, come dono alla città nella ricostruzione di un legame forte tra Venezia ed il suo Arsenale, antico motore del suo sviluppo.
[relazione del progetto di Francesco Calzolaio
tratto da 'Incontroluce' I.2005
Si ringrazia Centro Studi e Ricerca
iGuzzini Illuminazione, Recanati MC]