Progetti di illuminazione
Grandi opere: l'Oval di Torino
| Il gigante al Lingotto |

3. LA PAROLA AL PROGETTISTA
All'architetto Alessandro Zoppini abbiamo chiesto di indicarci gli obiettivi fondamentali del progetto.
"L'Oval è stato progettato con tre obiettivi fondamentali. Il primo era quello di costruire un edificio che garantisse le migliori performance per l'evento olimpico. Ma le Olimpiadi durano soltanto quindici giorni, mentre il palasport è destinato a una vita molto più lunga. Perciò il secondo obiettivo è stato quello di costruire un edificio in stretto rapporto con il Centro Congressi dell'adiacente Lingotto. In questo senso, l'Oval è l'unico edificio, tra quelli costruiti per i Giochi, che ha già una destinazione post-olimpica. Il terzo obiettivo è stato quello di progettare una costruzione che fosse elemento generatore di un più vasto progetto di riqualificazione urbana del quartiere del Lingotto. In quell'area è nato un nuovo sistema urbano, in cui rientrano il Villaggio Olimpico, il Centro Lingotto, l'Oval e tutto il contorno che sarà realizzato nell'ex area della Fiat. Il nostro edificio diventa un po' il baricentro di questo sviluppo urbano.
Abbiamo fatto fin dall'inizio scelte di progettazione molto funzionali. L'Oval si presenta come un grosso scatolone di circa 220x110 m, nel quale sono già state previste le canalizzazioni con la griglia di 8x8 m, secondo gli standard fieristici attualmente in vigore. Inoltre, abbiamo dovuto progettare un impianto di refrigerazione e parallelamente di illuminazione, che rispondesse anche all'altro uso, quello olimpico.
L'altra caratteristica fondamentale del Lingotto è l'estrema ricchezza strutturale all'interno. Abbiamo voluto sviluppare questi concetti, ritenendo che il nostro edificio dovesse relazionarsi con quello che c 'è intorno. Quindi l'Oval si presenta con una forma esterna estremamente semplice, quella di una grossa scatola di vetro, dalla quale emergono, però, tre grossi oggetti che abbiamo chiamato Pod. Nell'uso post-olimpico questi tre grossi oggetti di forma libera, che rompono la regolarità dell'involucro, realizzati in zinco titanio come tre grandi scafi di nave, ai quali sono stati applicati due livelli di fasciame, diventano il segnale degli accessi ai tre ambienti, in cui la sala grande potrà essere divisa durante l'uso fieristico. Dal punto di vista architettonico i Pod hanno anche un'altra importante funzione, quella di riportare la scala dell'edificio, che è alto 15 metri, lungo più di 200 metri, per più di 100 m di larghezza, a una scala più proporzionata alle dimensioni umane.
Questo ci porta al terzo elemento, quello della semplicità. Così come il Lingotto, anche l'Oval è estremamente semplice perché la semplicità poi permette anche semplicità d'utilizzo, facilità e chiarezza di gestione.
Zinco e titanio, i materiali impiegati per i Pod, si richiamano alle barche ipertecnologiche, ma anche alla tradizione automobilistica di Torino. Per gli altri materiali e per i colori vale il concetto della semplicità, abbiamo utilizzato il calcestruzzo a vista, la parte interna è stata realizzata per la maggior parte in legno, che è stato lasciato a vista, i canali sono stati lasciati con il colore originario dell'alluminio e così anche molti altri elementi architettonici, perché crediamo che il materiale abbia già in sé capacità espressive tali per cui non è necessario intervenire con i colori".
[tratto da Lighting Magazine, anno II n. 3
Foto Guido Clerici
Si ringrazia Disano Illuminazione]
